Mercoledì 12 marzo ore 18, Accademia di Danimarca
Il programma si apre con tre capolavori di Fryderyk Chopin. Il Notturno in do minore, op. 48 n. 1 è tra i più drammatici del compositore, con un’introduzione solenne che sfocia in un climax di grande intensità. La Mazurca in do diesis minore, op. 30 n. 4 è un raffinato esempio dello stile danzante e intimista di Chopin.
Lo Scherzo n. 2 in si bemolle minore, op. 31, composto nel 1837, alterna impeto e lirismo. Dopo un inizio tempestoso, con accordi incisivi e un tema appassionato, una sezione centrale più cantabile crea un suggestivo contrasto prima della travolgente conclusione virtuosistica.
La Sonata per pianoforte Sz. 80 di Béla Bartók segna un netto cambiamento stilistico, con ritmi percussivi e armonie dissonanti. Composta nel 1926, sfrutta il pianoforte nella sua dimensione più esplorativa, incarnando la forza innovativa del linguaggio modernista di Bartók.
Due i brani di Fryderyk Chopin che completano il programma. Il Notturno in mi maggiore, op. 62 n. 2, tra gli ultimi del compositore, è una pagina di grande raffinatezza armonica, con una melodia che si dissolve in una coda evocativa. La Sonata n. 2 in si bemolle minore, op. 35, famosa per la Marcia funebre, è una delle opere più monumentali di Chopin, con una struttura audace e un finale enigmatico, quasi un sussurro che si perde nel silenzio.