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Giovedì 2 luglio - venerdì 3 luglio 2026
Palazzo Mazzoni, via C. Spinola 11
Ore 20.30

A. Bruckner: Sinfonia n. 7 in mi maggiore
Roma Tre Orchestra
Gustav Kuhn, direttore
 
Anton Bruckner (1824–1896) rappresenta una delle figure più profonde e visionarie del sinfonismo tardo-romantico. Formatosi in un contesto fortemente legato alla tradizione organistica e sacra, sviluppa un linguaggio sinfonico singolare, caratterizzato da un respiro formale ed uso architettonico dell’orchestra che rendono il suo sinfonismo proiettato verso le sonorità del 900’.

La Sinfonia n. 7 in mi maggiore costituisce uno dei vertici della sua produzione, nonché uno dei lavori più amati dal pubblico. In essa convivono solennità liturgica e intensità lirica, con un Adagio di straordinaria forza espressiva, pensato come omaggio alla memoria di Wagner; non è un caso che l’autore volle inserire ben quattro tube wagneriane nella partitura. La scrittura orchestrale si espande in un continuum sonoro, la forma-sonata dapprima tragica sublima nel finale, che culmina in un forte eroismo luminoso.

Gustav Kuhn, interprete di riferimento del repertorio austro-tedesco, torna sul podio per affrontare una partitura a lui particolarmente congeniale, guidando la Roma Tre Orchestra in un percorso di grande respiro sinfonico, dopo la Quarta Sinfonia dell’autore diretta nella precedente edizione del festival.

Anton Bruckner (1824–1896) represents one of the most profound and visionary figures of late-Romantic symphonism. Trained in a context deeply rooted in organ and sacred traditions, he developed a singular symphonic language characterized by a broad formal breath and an architectural use of the orchestra, projecting his music toward 20th-century sonorities.

Symphony No. 7 in E major stands as one of the peaks of his production and one of his most beloved works. It combines liturgical solemnity with lyrical intensity, featuring an Adagio of extraordinary expressive power conceived as a tribute to Wagner’s memory; notably, the composer included four Wagner tubas in the score. The orchestral writing expands into a continuous sonic flow, with the sonata form evolving into a luminous and heroic finale.

Gustav Kuhn, a leading interpreter of the Austro-German repertoire, returns to conduct a work particularly suited to him, guiding Roma Tre Orchestra through a symphonic journey of great breadth, following his performance of the composer’s Fourth Symphony in the previous edition.

 

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